HoloDev – 01 – First HandsOn

 In Dev

In questo post voglio raccontare le prime impressioni avute come utilizzatore HoloLens.

Per prima cosa partiamo da come gli HoloLens si presentano appena aperta la scatola.

Dentro la scatola troviamo una custodia che contiene  gli HoloLens e i relativi accessori. L’unico accessorio che si trova all’esterno e’ il clicker Bluetooth ma, state tranquilli, c’è abbastanza spazio per riporlo anch’esso nella custodia.

La prima impressione quando si prende in mano il device e’ quello di avere in mano un oggetto robusto e dopo poco si perde la reverenza dovuta ai 3000$.

Sulle caratteristiche hardware tornerò in un post più avanti, ma voglio solo dire alcune parole sul posizionamento.

La struttura del device è composta da due cerchi, quello interno ruota su quello esterno e si può allargare o stringere tramite una rotellina posta nella zona posteriore.

Nel caso si indossino degli occhiali, è possibile variare la distanza frontale dal visore per non farlo sbattere sulla montatura semplicemente spingendo avanti il cerchio esterno. Questo ulteriore aggiustamento è possibile grazie a una guida sul cerchio interno che permette di cambiare il punto di ancoraggio e rotazione.

Dopo averlo provato con circa 20 persone posso dire che non c’è un modo corretto di indossarli, ma ogni persona riesce con un poco di pazienza a trovare la regolazione adatta per abbinare confort a visione.

Infatti, per riuscire a sfruttare al massimo il campo visivo e’ necessario riuscire a trovare la corretta posizione rispetto alla propria fisionomia.

Si capisce che gli HoloLens sono correttamente posizionati se il puntino del puntatore e’ posizionato poco sopra il centro del proprio campo visivo e se si riesce a vedere per intero la finestra del menu strat. Nelle immagini ho evidenziato in rosso la posizione del puntatore per rendere in modo più chiaro l’idea.

Per migliorare ulteriormente la renderizzazione delle immagini e’ possibile eseguire una calibrazione software che richiedera’ di chiudere un occhio e indicare degli oggetti che saranno visualizzati sullo schermo. Questa calibrazione e’ abbastanza rapida e si dimostra molto utile alle persone che portano occhiali.

Se poi si vuole fare una calibrazione ancora più precisa si può misurare, da un ottico o con un apposito strumento, la distanza pupillare (PD) e andare a inserire manualmente questo valore.

Posizione Corretta

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Posizione Errata

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Il primo avvio è identico al primo avvio di windows 10. Vi verrà richiesto di inserire un Microsoft Account che sia già registrato come insider e connettere, se possibile, il device a internet per scaricare gli aggiornamenti . Pochi passaggi dopo sarete pronti per iniziare a provare HoloLens.

Al primo avvio le uniche app che saranno installate sono Edge e Holograms, oltra ad alcune app di tutorial. Quindi la prima cosa da fare è andare sullo store e scaricare alcune app di prova. Io vi consiglio di iniziare con Galaxy Explorer, RobotRaid e Galaxy Shield.

Attenzione: Quasi tutte le app sono disponibili sono sullo store US, quindi dovrete andare online e cambiare la region prima di poter scaricare nuove applicazioni.

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Bloom animation

Air tap animation

Guardiamo ora come interagire con le applicazioni.

La metafora utilizzata è sempre quella  “punta e clicca” a cui siamo abituati con il mouse. In questo caso però, il puntamento avviene muovendo direttamente testa per inquadrare l’elemento che ci interessa, come se avessimo un puntatore laser montato sula testa. Questo tipo di gesture s chiama “Gaze”.

Una volta puntato il nostro obiettivo, potremo fare “Tap” muovendo il dito indice come a schiacciare un pulsante. Questa è la gesture principale che useremo in quasi ogni interazione, con alcune varianti. Per esempio, tenendo il dito indice abbassato la gesture sarà interpretata come “Hold” e potremo afferrare gli elementi e spostarli o ingrandirli (proprio come se tenessimo schiacciato il tasto sinistro del mouse). Dalle prove che abbiamo fatto la gesture è molto flessibile e viene riconosciuta anche se eseguita in modi completamente diversi. Ci sono ad esempio persone che per eseguire la gesture simulano una pinza, altre che tengono il dito indice sollevato e si limitano a muoverlo. Anche in questo caso ogni persona è libera di trovare il modo che preferisce per eseguire la gesture.

Infine, l’ultima gesture a disposizione è quella che Microsoft definisce “Bloom” e che viene usata per aprire il menù start. Questa gesture è molto semplice da eseguire perchè basta avvicinare tutte le dita e poi aprire la mano.

La cosa importante da ricordare è che ogni gesture dovrà sempre essere eseguita nel campo visivo del device.

Voglio chiudere questo post iniziale riportando alcune reazioni delle persone che hanno provato i nostri HoloLens (circa 20):

  • Tutti sono rimasti sorpresi dalla qualità degli ologrammi e in generale dalla capacità di renderizzare gli oggetti. L’effetto wao è assicurato.
  • Nessuno dopo aver sistemato correttamente il device si è lamentato del campo visivo ristretto.
  • Il peso del device non è eccessivo, ma dopo un po’ di tempo si inizia a far sentire. Per alleviare la sensazione si possono montare due fascette che si trovano in dotazione che creano un archetto che sposta parte del peso sulla parte superiore della testa.
  • L’applicazione che ha più impressionato è sicuramente RobotRaid. Questa applicazione è in effetti ben studiata: oggetti piccoli che riescono sempre a entrare interamente nel campo visivo, buoni indicazioni spaziali, capacità di coinvolgere l’utente a 360 gradi. Tornerò più avanti in un post dedicato al design delle applicazioni su questo argomento.
  • La durata della batteria è veramente ottima, si riescono a fare due ore abbondanti di demo no stop.

Col prossimo post inizieremo a parlare di ambiente di sviluppo e tool utili.

Matteo Valoriani